La fibra proviene da cammelli battriani selvatici, liberi nelle steppe della Mongolia. Queste zone, caratterizzate da inverni molto freddi ed estati torride, hanno portato nel tempo allo sviluppo di una fibra capace di regolare la temperatura corporea dell’animale in condizioni estreme, una qualità che si ritrova anche nei tessuti realizzati con essa.
In primavera, gli animali perdono il mantello invernale, raccolto a mano dai pastori locali: un rituale stagionale che non comporta alcun intervento sull’animale. Viene selezionato soltanto il pelo degli esemplari giovani, una fibra fine, di qualità vicina a quella del cashmere. Questa attenta selezione spiega perché il pelo di cammello sia considerato un materiale pregiato tra le imbottiture naturali, utilizzato da secoli dalle comunità nomadi dell’Asia centrale per tende, mantelli e coperte spesse.
Dal punto di vista strutturale, la fibra di pelo di cammello è cava all’interno, il che le permette di trattenere l’aria e creare uno strato isolante naturale. Da qui deriva anche la sensazione di calore senza peso: il piumino offre protezione termica senza gravare sul corpo.
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